| banda d'altri tempi - le donne e la banda |
| Mercoledì 25 Luglio 2007 18:26 | |||
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Questo spazio all’interno de Il Leggio è riservato alla storia del Complesso Strumentale “Città di Schio”; un angolo che si propone di essere al tempo stesso un momento di rievocazione e ricordo per chi ha suonato e suona con noi e per chi ci ha conosciuto e ci segue da anni, ma contemporaneamente anche un luogo di rielaborazione, attraverso l’esame del percorso di vita del nostro gruppo, delle tradizioni e dei cambiamenti caratterizzanti che hanno segnato la storia, come crediamo, dei Complessi Bandistici in generale. Il tema di questo numero è fornito dall’osservazione di un aspetto dell’organico bandistico, la cui trasformazione è spesso indice di cambiamenti nella cultura e nella società: la presenza femminile. La banda nasce come formazione esclusivamente – o quasi – maschile, per diversi motivi: innanzitutto per l’origine militare della maggioranza delle formazioni bandistiche; in secondo luogo, per la tradizione che riservava solo agli uomini ambiti diversi da quello domestico e in particolare il settore dello spettacolo e della cultura (si pensi alle scene teatrali calcate, in antichità, solo da attori interpreti indifferentemente di ruoli maschili e femminili). Al di là di considerazioni di carattere sociologico, qui, per forza di cose, banalizzate, nelle bande cittadine la presenza femminile ha faticato a imporsi e nel Complesso Strumentale “Città di Schio” solo a partire dal 1981 si sono viste le prime suonatrici. Due clarinettiste appena undicenni sono entrate a far parte del gruppo e hanno, a Schio, aperto la strada per la partecipazione femminile ben più consistente degli anni successivi. Certo si sarà trattato, all’inizio, di destreggiarsi tra l’atteggiamento sicuramente protettivo degli altri componenti, oltretutto più adulti, e le regole di un ambiente modellato sulle esigenze e le abitudini maschili. Già in occasione della cerimonia patriottica per il 4 novembre 1981, il primo impegno pubblico per le due clarinettiste, le abitudini degli altri suonatori, muniti della solita bottiglia di grappa per resistere al freddo pungente di due ore passate all’aperto, hanno dovuto concedere spazio – breve e momentaneo! - alla cioccolata calda per Caterina a Luisa. E anche la divisa, pensata per suonatori, avrà costituito un problema. In seguito all’aumento della componente femminile, ai pantaloni usuali si sono affiancate le gonne, in un primo momento anche comprate personalmente dalle suonatrici, e la divisa tutta ha dovuto essere adattata alla nuova situazione con risultati, peraltro, non proprio eccellenti. Il passaggio della formazione da maschile a mista, pur non rapidissima, è stata costante. Nel 1983 l'ingresso di una terza componente trombonista costituisce la seconda tappa di un processo che ha portato, nehli anni Novanta, alla presenza di una ventina di strumentiste. Di pari passo, anche il Consiglio Direttivo del Complesso Strumentale, all'inizio composto dal gruppo dei saggi anziani, si è aperto al contributo dei più giovani e in maniera consistente, alla attuale presenza attiva femminile.
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