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editoriale - l'uovo pasquale
Mercoledì 25 Luglio 2007 13:29

Legata alla figura dell’uovo, esiste una simbologia vastissima che si esprime attraverso leggende, miti, credenze e superstizioni e che ha una propria letteratura e iconografia di riferimento. Ad esempio l’uovo, in quanto contenente una nuova vita indica ovviamente la nascita o la rinascita, la primavera e la novità; rotondo, liscio e chiuso in sé bene si è poi prestato a divenire metafora di purezza e perfezione; sul piano alimentare, grazie alle sostanze nutrienti che contiene, è alimento per eccellenza del vigore fisico; l’uovo, infine, è interpretato anche come contenitore misterioso, e, in quanto prodotto di rettili (serpenti e tartarughe, per esempio), proveniente dal modo sotterraneo e visto nella sua connotazione demoniaca e negativa. 

Nei diversi significati dell’uovo si mescolano e sovrappongono la tradizione cristiana quelle pagane e precristiane, quelle del mondo occidentale, del mondo orientale e di quello nord-europeo. Per questo terzo numero de Il Leggio, abbiamo scelto il tema conduttore dell’uovo sia come emblema di novità e rinascita sia, soprattutto, come punto per scrivere sull’uso, pratico e simbolico, dell’uovo in virtù della ricchezza e molteplicità dei suoi significati.

Della vastissima iconografia legata alla figura dell’uovo (si pensi al famoso “La Madonna e i santi” di Piero della Francesca) noi abbiamo pensato di proporre qui l’immagine del dipinto di Hieronymus Bosch (1462 ca - 1516), Il Concerto nell’uovo, conosciuto solo grazie a due copie conservate a Parigi e a Lille. In quest’opera all’idea di rinascita, a cui spesso riconduce l’uso della figura dell’uovo, si aggiungono significati attinti dal mondo della simbologia alchemico-ermetica che si fondono a elementi di quella cristiana. Tra i personaggi sono stati individuate le personificazioni di Cristo, dell’alchimia, di Iside e di Adamo, come principio e fine di tutte le creature. Tutti i suonatori sono diretti dalla figura grigia del mercurio filosofale.

Sempre in ambito umanistico-rinascimentale vale la pena di citare le affermazioni di Marsilio Ficino (Lettera a Domenico Beniveni sui principi della musica) secondo cui gli strumenti musicali sono più armoniosi quanto più si avvicinano nella forma all'immagine dell’uovo o della piramide e questo perché riprodurrebbe anche visivamente ciò che si percepisce acusticamente: nell' esecuzione di un’ottava l'orecchio percepisce un unico suono così come l’occhio, vedendo le estremità distanti di un uovo, percepisce un’unica figura.E d’altra parte, strumenti musicali costruiti con gusci di uova (v. in questo numero Gli strumenti del mestiere), in genere di struzzo, erano spesso presenti nelle collezioni di intellettuali rinascimentali per il senso di esotismo e mistero, per le dimensioni inusuali e per le caratteristiche stesse del volatile, oggetto di credenze secondo le quali avrebbe fatto dischiudere le uova solo con il calore dello sguardo.