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banda d'altri tempi - musica al chiuso e all'aperto
Mercoledì 25 Luglio 2007 13:36

Nonostante si pensi la Banda tradizionalmente legata allo spazio della piazza o delle strade cittadine, i complessi bandistici hanno senza dubbio numerose e talvolta importanti occasioni di esibizione in luoghi chiusi, nei teatri o, ancora in maggior misura, nelle chiese. Questo avviene per diversi motivi. Primariamente per le condizioni climatiche della nostra zona: troppo freddo, troppo caldo, troppo umido; poi per problemi legati all’acustica: difficilmente, infatti, la piazza è da considerarsi ideale per la riproduzione musicale, se non attrezzata con palco e apposite strutture che raccolgano e indirizzino adeguatamente il suono. 

A Schio, per esempio, l’unico spazio aperto dove l’acustica è resa ottimale dalla disposizione degli edifici è piazza Statuto, spesso teatro, proprio per questo motivo, di Festival Bandistici scledensi.
Oltre a queste considerazioni che riguardano aspetti concreti della realizzazione musicale, si deve considerare la scelta del luogo di esibizione come parte integrante dello spettacolo. La cornice alla musica non è mai casuale ma neanche motivata da mere considerazioni di fisica acustica, di geometria dello spazio, di meteorologia. La scena del concerto è il concerto stesso.

La banda, come espressione della cultura popolare, è sì legata di solito allo spazio aperto della piazza, ma non è obbligatoriamente preclusa da altri contesti, associati generalmente a musica di genere diverso. Se la discriminante che lega una formazione musicale alla scena dell’esibizione è da considerarsi il genere musicale o la qualità dell’esecuzione, allora si deve pensare che esiste una musica (e analogamente anche un pubblico) da piazza, una da teatro e una da chiesa e che la banda sia legata a uno in particolare di questi stili.

Se questo è vero per i secoli passati, bisogna osservare che la caratteristica delle formazioni bandistiche moderne è proprio quella di non avere un genere rigidamente prefissato, ma di riuscire, grazie a una formazione dell’organico elastica e diversificata, ad adattare il proprio intervento a più situazioni.
Piazza, chiesa e teatro, allora, quali lughi “Bandistici”, possono essere elencati appunto in questo stesso ordine; ma se il teatro è comunque ancora sede di frequentazione elitaria, la chiesa, invece, è scelta per le esibizioni bandistiche parallelamente e in modo complementare alla piazza.[1]

E’ per questo motivo che il Complesso Strumentale “Città di Schio”, pur prediligendo lo spazio aperto e coinvolgente della piazza, diversifica le proprie manifestazioni riservando ad alcune luoghi più raccolti. E’ divenuto tradizionale negli anni il Concerto dell’Epifania, dedicato agli ospiti de “La Casa”, nella Chiesa di S. Francesco, così come sta diventando un appuntamento fisso e consolidato quello con il Concerto di Santa Cecilia – in origine in teatro – da anni ormai ospitato dalla Chiesa di SS. Trinità. La consuetudine poi vuole che per il Concerto di Natale sia scelta di volta in volta una chiesa diversa, così da interessare ogni anno un nuovo quartiere di Schio.


Certo è che la scena fornita dal luogo sacro, sicuramente accattivante e suggestiva, richiede maggiore attenzione sia nella scelta del repertorio, questo è evidente, sia, soprattutto, nella scelta delle sonorità. Nei casi, cioè, di edifici storici e monumentali di rilievo, come il Duomo di Schio, è fondamentale la cura per ottenere suoni pacati e contenuti dagli strumenti dell’organico bandistico spesso pensati per tuttaltro ambiente.

[1]. Si veda su questo argomento anche l’articolo di Paolo Tonelli Luoghi comuni (www.bandeinrete.it) a proposito della “piazza della chiesa” e della “chiesa itinerante” come Tonelli definisce la sfilata della banda in occasione di cerimonie religiose e processioni.